Grazie, Maestro!

C’è tutta la musica del mare, il fremere cangiante degli alberi sotto la carezza del vento, il ritmico cadere della neve nella straordinaria voce del controtenore Franco Fagioli: la natura stessa sembra cantare attraverso di lui. La plasticità, la potenza di quella voce conturbante potrebbe riempire lo sconfinato spazio intergalattico con le sue vibrazioni di cristallo, che si propagano limpide e calde nell’immensità, melodiosamente accompagnate con perfetta misura dall’inconfondibile suono ‘antico’ dell’orchestra Academia Montis Regalis diretta dal maestro Alessandro de Marchi.

Grazie alla riproducibilità tecnica (leggasi: CD inciso per l’etichetta francese Naïve) anche chi non ha assistito a uno dei concerti della tournée effettuata nel 2014 a Ambronay, San Pietroburgo, Fetentrange, Londra e Parigi può godere oggi di questo prodigio musicale e abbandonarsi alle indescrivibili emozioni che quella voce androgina suscita, mescolando la potenza, la pienezza maschile al timbro e alla sensibilità femminile… E insieme riscoprire un grande compositore italiano del ’700, Nicola Antonio Porpora, e riflettere sulle misteriose dinamiche della memoria storica e del successo.

Nato a Napoli nel 1686 e morto nel 1768, Porpora fu un grande maestro di canto e di composizione (ebbe tra i suoi allievi il Farinelli, il Porporino, il Caffarelli, Haydn). Come tanti altri compositori dell’Ancien Régime, si spostò in Italia e in Europa, da Venezia a Londra, da  Vienna a Dresda, cercando incarichi e commissioni di opere che gli garantissero una rendita: di lui ci rimangono circa 60 melodrammi, oltre alla musica sacra e a composizioni strumentali di elevato livello artistico. Porpora accolse subito la nascente poetica arcadica e mise in musica nei suoi melodrammi la prima produzione drammatica del giovane Metastasio. L’arte di Porpora coincide con l’epoca e gli ideali del bel canto, rappresentandone la più nobile espressione e la tecnica più perfetta, ma il tramonto di quella società sancito dalla Rivoluzione Francese e il mutamento del gusto prodotto dalla rivoluzione culturale del Romanticismo lo condannarono all’oblio.

Oggi i suoi melodrammi arcadici – mitologici e cortigiani, improponibili dal punto di vista teatrale – sono considerati forzieri che custodiscono un tesoro di arie superlative, toccanti, di struggente bellezza come quelle contenute in questo CD, e ancora oggi Porpora ci seduce come rappresentante di uno stile in cui la voce umana è utilizzata al massimo delle sue potenzialità, come un mezzo per comunicare affetti e sentimenti travalicando le parole, e si mescola alla voce degli strumenti in un’inebriante armonia.

 

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